Reputazione della persona e legittimo esercizio del diritto di satira
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Reputazione della persona e legittimo esercizio del diritto di satira

Pubblichiamo, a cura del Centro Studi Primavera Forense sulla Mediazione Civile, una ultimissima pronuncia della Corte di Cassazione in una delle materie in cui è obbligatorio il tentativo di mediazione civile con l’ausilio di un mediatore civile professionista“Nemo Iudex sine Mediatore”


La satira costituisce una modalità corrosiva e spesso impietosa del diritto di critica, sicché diversamente dalla cronaca, è sottratta all’obbligo di riferire fatti veri, in quanto esprime, mediante il paradosso e la metafora surreale, un giudizio ironico su di un fatto, pur rimanendo soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni o delle immagini rispetto allo scopo di denuncia sociale o politica perseguito. Pertanto, nella formulazione del giudizio critico, possono essere utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso ragionato dall’opinione o dal comportamento preso di mira e non si risolvano in un’aggressione gratuita e distruttiva dell’onore e della reputazione del soggetto interessato, non potendo invece, essere riconosciuta la scriminante di cui all’art. 51 cod. pen. nei casi di attribuzione di condotte illecite o moralmente disonorevoli, di accostamenti volgari o ripugnanti, di deformazione dell’immagine pubblica. In particolare, deve ritenersi sussistente l’esercizio del diritto di satira se il fatto addebitato a terzi risulti espresso in modo apertamente difforme dalla realtà, sì che possa apprezzarsene con immediatezza l’inverosimiglianza ed il carattere iperbolico. Ne consegue che deve ritenersi incensurabile in sede di legittimità la valutazione del giudice del merito condotta sul legittimo esercizio del diritto di satira, là dove il giudice individui, nelle manifestazioni satiriche contestate, il ricorso di una relativa adeguata contestualizzazione e la riconoscibilità dell’intento di esasperazione grottesca ed iperbolica della figura e della condotta della persona attinta dalla satira.

Corte di cassazione, Sez. III civ. ordinanza 19 aprile 2018, n. 9650

Corte di Appello di Venezia, sentenza 29 aprile 2015, n. 1121

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